Episode Transcript
[00:00:00] Speaker A: La
[00:00:08] Speaker B: sicurezza non si vede, ma costruisce il nostro domani. Benvenuti a Sicuro in Ateneo, la voce dell'Università di Genova per la cultura della prevenzione, della salute e del lavoro consapevole.
[00:00:20] Speaker A: Buongiorno e benvenuti a Sicuri in Ateneo, il podcast di Unigè Radio sulla sicurezza nell'Università e in particolare nell'Università degli Studi di Genova.
Oggi parleremo di RLS, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
L'Università è una comunità complessa, un luogo di formazione, di ricerca, di lavoro e anche di servizio pubblico.
In questo contesto la sicurezza non rappresenta un adempimento normativo, ma una condizione essenziale di qualità istituzionale che riguarda tutte le persone che vivono quotidianamente l'Ateneo.
C'è una cosa che succede ogni giorno qui in Università.
Entriamo negli edifici, percorriamo corridoi, ci sediamo in aula, accendiamo un computer, entriamo in laboratorio.
Indossiamo un camice, diamo tutto per scontato, non ci pensiamo.
Perché quando funziona, la sicurezza non si vede.
Eppure lì, nei dettagli, nelle scelte organizzative, nel modo in cui lavoriamo, studiamo, facciamo ricerca.
Io mi chiamo Stefano Boero, sono dipendente da oltre 30 anni dell'Ateneo, sono collaboratore tecnico e svolgo Da molto tempo ho il ruolo di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza presso l'Università di Genova. Sono anche formatore per la sicurezza sul lavoro.
Questo intervento intende offrire una riflessione sul sistema della sicurezza in ambito universitario, sul ruolo delle diverse figure coinvolte e sulle prospettive di rafforzamento di una cultura della prevenzione condivisa, focalizzando l'intervento sul mio ruolo, il ruolo del RLS.
Il sistema italiano di tutela della salute e della sicurezza nel luogo di lavoro trova il suo assetto moderno con il decreto legislativo 626 del 1994 e poi in forma organica con il decreto legislativo 81 del 2008.
Il passaggio fondamentale introdotto dal legislatore è il superamento di un modello prescrittivo in favore di un modello partecipativo, fondato su valutazione preventiva dei rischi, programmazione degli interventi, formazione continua, consultazione delle rappresentanze dei lavoratori e responsabilità distribuite.
La sicurezza viene così concepita come processo organizzativo permanente, non come gestione emergenziale.
Uno dei cardini del sistema prevenzionistico è il principio di effettività.
La legge non guarda solo le nomine formali, guarda chi decide davvero, chi organizza il lavoro, chi apre un laboratorio, chi stabilisce i tempi, le priorità, le modalità operative.
Negli Atenei, dove l'autonomia scientifica è ampia e le responsabilità sono spesso frammentate, questo principio è decisivo.
Dove la responsabilità è ambigua, la sicurezza si indebolisce.
All'interno di questo modello, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza riveste un ruolo centrale.
La Releasse è una figura obbligatoria per legge, eletta o designata dai lavoratori, dotata di specifiche attribuzioni e tutele.
Nel contesto universitario la sua funzione assume una valenza particolare in quanto si estende anche ai soggetti equiparati ai lavoratori, tra cui studenti, dottorandi, assegnisti, specializzandi e personale sanitario in formazione che frequentano ambienti potenzialmente a rischio.
Il mio ruolo non nasce per concessione.
Nasce da una lunga conquista sindacale.
Traduce problemi quotidiani in prevenzione.
Collaboriamo con l'Ateneo, ma non siamo neutrali.
Siamo dalla parte delle persone.
L'RLS partecipa al sistema di prevenzione e protezione.
Accede ai luoghi di lavoro e di studio.
È consultato preventivamente sulla valutazione dei rischi sull'organizzazione del lavoro e sulla formazione.
Collabora alle riunioni periodiche previste dall'articolo 35 del decreto legislativo 8108.
Raccoglie segnalazioni e osservazioni provenienti dalla comunità lavorativa e studentesca.
Contribuisce alla prevenzione, intervenendo prima che le criticità si traducano in eventi dannosi.
E' importante sottolineare che l'RLS non esercita poteri gerarchici, ma ha una funzione di garanzia, controllo sociale, raccordo tra realtà operative L'università non è assimilabile a un'organizzazione produttiva standard.
Essa presenta pluralità di funzioni, didattica, ricerca, assistenza, diversità di ambienti, aule, laboratori, strutture cliniche, cantieri, compresenze di personale strutturato e non strutturato, forte autonomia organizzativa delle strutture.
Il DM 363 del 98 riconosce questa specificità, prevedendo modalità applicative dedicate della normativa prevenzionistica.
In tale contesto diventa essenziale il principio di effettività secondo il quale le responsabilità sono attribuite in base a poteri reali di organizzazione e gestione e non solo alle nomine formali.
Ma quali sono le criticità emerse anche a livello nazionale e le lezioni che noi possiamo apprendere da questi eventi?
come quelli verificati sia a Catania, all'Aquila e a Cagliari, che hanno mostrato con chiarezza l'impatto che carenze strutturali, manutentive o d'organizzative, possono avere anche in ambito universitario.
Ogni volta ci diciamo, è successo altrove.
Catania, facoltà di farmacia, incidenti di laboratorio legati a carenze procedurali e formative, Un laboratorio.
Il laboratorio dei veleni.
Cancro.
Morti.
L'Aquila. Il terremoto del 2009 ha rivelato la fragilità strutturale di edifici universitari storici.
Una disgrazia.
Edifici fragili.
Cagliari, crolli e gravi criticità manutentive.
ogni volta la lezione è la stessa. La sicurezza diventa importante solo dopo una tragedia.
Ma la prevenzione serve prima?
Ogni volta la stessa domanda.
Poteva essere evitato?
Spesso sì, ma impariamo sempre dopo.
La pandemia da Covid-19 ha ulteriormente stressato il sistema, evidenziando una carenza di coordinamento nazionale, una forte eterogeneità regolativa tra Atenei, l'estensione improvvisa del lavoro agile senza una adeguata valutazione dei rischi.
l'esposizione significativa di dottorandi, assegnisti e personali in formazione.
In tale fase, il ruolo degli RLS e degli organismi partecipativi si è dimostrato fondamentale per garantire continuità operativa in condizioni di sicurezza.
L'Università di Genova è una comunità di quasi 40.000 persone, considerando studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e collaboratori.
A tutte e a tutti deve essere garantito un livello elevato e uniforme di tutela, indipendentemente dalla posizione contrattuale o dallo Stato giuridico.
I dati nazionali, con oltre 597.000 infortuni denunciati nel 2025 e circa 1.100 decessi anni sul lavoro, impongono una riflessione seria sul valore della prevenzione come investimento pubblico, anche in un IG.
esistono criticità concrete, spazi e aule spesso insufficienti o difficili da adeguare, edifici storici complessi da mantenere, carenze di personale tecnico, carichi di lavoro crescenti, una parte della docenza forse poco collaborativa o persino presuntuosa rispetto ai temi della sicurezza.
La competenza scientifica non sostituisce la competenza prevenzionistica.
La sicurezza non è una variabile opzionale.
Detto questo, è corretto e doveroso evidenziare anche i punti di forza.
Uno staff sicurezza strutturato e competente, una regolamentazione interna e articolata, Un'attenzione costante da parte della governance del Rettore e il ruolo del Comitato per la Sicurezza come sede di confronto reale.
Il coinvolgimento crescente degli RLS.
Questi elementi dimostrano che il sistema può funzionare se viene agito fino in fondo.
Ma è la formazione il vero investimento strategico.
Qui arriviamo al punto centrale, soprattutto per gli studenti.
L'università non forma solo laureati.
Se la sicurezza oggi è vissuta come burocrazia, domani verrà gestita come burocrazia.
Se oggi diventa cultura, domani diventerà scelta consapevole.
La formazione sulla sicurezza non è un addimpimento, è uno strumento di lettura delle organizzazioni, è una competenza di governo.
Qui si decide che tipo di dirigenti e lavoratori avremo domani.
La sicurezza non riguarda solo i rischi tradizionali.
Sempre più rilevanti risultano stress al lavoro correlato, carichi organizzativi eccessivi, disagio psicosociale.
barriere architettoniche negli edifici storici, pari opportunità e inclusione.
In questo ambito, organismi quali CUG, CPO e sportelli di ascolto rappresentano strumenti integrativi indispensabili per una visione moderna e sistemica della salute nei luoghi di lavoro e di studio.
La prevenzione richiede risorse adeguate.
Sono necessari investimenti strutturali continui, rafforzamento del personale soprattutto tecnico, manutenzione programmata del patrimonio edilizio, formazione diffusa e aggiornata.
Superamento di politiche di riduzione indiscriminata delle risorse.
La sicurezza non è un costo improduttivo, ma un fattore di sostenibilità istituzionale.
La prevenzione costa, ma gli incidenti costano di più.
Tagli al personale, tagli alla manutenzione, tagli all'università.
Ogni euro risparmiato oggi diventa rischio domani.
La sicurezza non è una spesa improduttiva, è un investimento pubblico.
La sicurezza non è un cartello, non è un modulo, è un processo.
È una scelta continua.
Tra qualche anno gli studenti saranno lavoratori, responsabili, dirigenti, decisori.
Il modo in cui oggi pensano la sicurezza sarà il modo in cui domani prenderanno le decisioni.
La sicurezza non è un atto isolato, ma una responsabilità condivisa che coinvolge l'intera comunità accademica.
Il ruolo degli RLS, insieme a quello del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti, dei servizi prevenzionistici, Contribuisce a costruire un Ateneo più consapevole, più equo e più sicuro.
Il lavoro sulla prevenzione spesso non è visibile, ma quando è svolto correttamente produce il risultato più significativo che un'istituzione pubblica possa garantire.
Voglio chiudere con un appello diretto. Ogni anno in Italia muoiono persone sul lavoro.
Molti sono giovani, molti erano precari.
molti pensavano tanto è solo per oggi queste morti non sono fatalità sono prevenzioni mancate faccio un appello perché tutti si interessino di sicurezza formatevi partecipate fate domande perché chi oggi studia in università Domani prenderà decisioni che riguardano la vita degli altri. Io sono un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, collaboro ogni giorno con l'istituzione e università, ma resto sempre dalla parte delle persone.
La sicurezza non fa rumore, non fa carriera, ma salva delle vite, tutela la salute.
E questo è il lavoro più importante che abbiamo.
Grazie per aver seguito Sicuri in Ateneo.
Avete
[00:15:20] Speaker B: ascoltato Sicuri in Ateneo, un progetto di Unigio Radio. L'idea e la voce sono di Stefano Boero, perché la sicurezza è una responsabilità condivisa ed è il lavoro più importante che abbiamo. Al prossimo episodio.