Episode Transcript
[00:00:00] Speaker A: Benvenuti a Sicuri in Ateneo, il podcast di Unigiradio dedicato alla sicurezza e al benessere dei nostri spazi universitari. Oggi parliamo di un tema che riguarda tutti noi, studenti e lavoratori, la sicurezza come responsabilità condivisa. Ne parliamo con un ospite speciale, Silvia Pellaccini del Servizio Prevenzione e Protezione del nostro Ateneo. Benvenuta.
[00:00:20] Speaker B: Grazie Stefano. Innanzitutto volevo ringraziarti e insieme anche ai colleghi di Unigiradio. per averci dato questa opportunità di fare questo incontro che per noi significa comunque fare informazioni in tema salute e sicurezza ed è una cosa importantissima per noi e parlare di sicurezza in Atena non è mai abbastanza. Quindi vi ringrazio innanzitutto per questa preziosa per noi opportunità.
[00:00:45] Speaker A: Grazie a te Silvia. Cominciamo proprio da questo. Allora, quando si parla di sicurezza sul lavoro, perché dovrebbe interessare anche chi opera e lavora e studia in università?
[00:00:55] Speaker B: Innanzitutto vi farei una brevissima descrizione del nostro Ateneo per farvi capire quanto sia indispensabile parlare di tutela della salute e della sicurezza in Unige.
Il nostro Ateneo è costituito da più di cinquanta edifici dislocati in cinque poli nel Comune di Genova, il polo Balbi d'Arsena, San Martino Sturla, Valletta Puggia, Carignano Sarzano ed Albaro, oltre che a un campus situato a Savona e i giardini botanici Ventimiglia. Quindi stiamo parlando di diverse centinaia di migliaia di metri quadri di superficie lorda utilizzata.
[00:01:32] Speaker A: Quindi è uno spazio molto grande, giusto?
[00:01:35] Speaker B: uno spazio molto grande, si parla di centinaia di migliaia di metri quadrati di superficie utile utilizzata, destinate a molteplici destinazioni d'uso. Si parla di aule, biblioteche, laboratori, uffici, ma anche centri di servizi, stabulari, officine, addirittura un ambulatorio odontoiatrico. Quindi una varietà di destinazioni d'uso da monitorare e devalutare attentamente.
[00:01:59] Speaker A: E quindi c'è un ufficio che sovrintende questo monitoraggio che è il Servizio di Prevenzione e Protezione, è giusto?
[00:02:05] Speaker B: Giusto in parte, nel senso che noi facciamo insieme ad altri uffici dell'Ateneo un'attività di monitoraggio di questi ambienti, di valutazione dei rischi collegati all'attività che ne sia svolta, alle attrezzature utilizzate, come vengono svolte queste attività, in quali ambienti e con quali impianti. Questa è la nostra attività quotidiana. Ed è importante, indispensabile, parlare di sicurezza nell'università, perché all'interno di questi molteplici locali a svariate destinazioni d'uso, lavorano diverse tipologie di lavoratori, sia personale strutturato di Ateneo, personale tecnico-amministrativo, bibliotecario, sociosanitario, personale docente, ma anche studenti, equiparati lavoratori, dottorandi, borsisti, che frequentano a vario titolo i nostri locali interni e aree esterne di pertinenza.
[00:02:56] Speaker A: Allora, in poche parole, di che cosa si occupa il tuo ufficio, il servizio di prevenzione e protezione e quando uno studente, per esempio, può averne bisogno?
[00:03:05] Speaker B: Allora, i compiti del Servizio Prevenzione e Protezione in Ateneo sono normati dalla legge. Ora ve li descrivo brevemente, soprattutto vi do qualche idea pratica di quello che facciamo ogni giorno.
C'è da dire che il Servizio Prevenzione e Protezione in Ateneo è costituito sia da dieci colleghi incardinati nell'area direzionale, sia da altri addetti al Servizio Prevenzione e Protezione che svolgono questa attività nelle strutture fondamentali in alcuni dipartimenti, con un RSPP esterno che coordina il servizio. Cosa facciamo quotidianamente?
Eseguiamo sopralluoghi oppure parliamo con i responsabili delle attività nei diversi dipartimenti per individuare i fattori di rischio che sono collegati alle attività svolte nei locali. Dopo aver individuato i fattori di rischio, il compito del Servizio di Prevenzione e Protezione è quello di valutare i rischi. Di questo si parla molto frequentemente della valutazione del rischio del DVR, di quantificare questi rischi dando una misura della probabilità e del danno. Quindi tutto questo poi viene documentato in elaborati che teniamo costantemente aggiornati, che sono il DVR, ma poi ci occupiamo e altri documenti, come ad esempio il DUVRI, cioè il documento per la valutazione dei rischi di interferenza. Dopo aver valutato i rischi, quindi dopo essere riusciti in qualche modo a quantificarli, il Servizio di Prevenzione e Protezione deve individuare delle misure, misure di sicurezza, misure di prevenzione, misure di protezione. ma non solo, deve individuare anche le procedure di emergenza da seguire appunto quando nell'evenienza che si verifichi un'emergenza di qualsiasi tipo, un incendio, un terremoto, un'emergenza sanitaria o altre emergenze.
Proponiamo quindi anche i programmi di informazione e formazione ai laboratori e ai lavoratori e collaboriamo nell'attuazione delle prove di attuazione del piano di emergenza e supportiamo tutto l'organigramma, tutte le figure che fanno parte dell'organigramma della sicurezza per cercare di tutelare al massimo la salute e la sicurezza degli occupanti e dei lavoratori dell'Ateneo.
[00:05:01] Speaker A: Ecco, tu hai parlato di lavoratori, però ovviamente in università ci sono moltissimi studenti, anzi sono la maggior parte, ma gli studenti quando è che possono essere considerati lavoratori nelle loro attività? E cosa succede? Cosa cambia praticamente per loro?
[00:05:18] Speaker B: Allora, anche in questo caso, non vi voglio annoiare, però ci viene incontro una normativa specifica, che è il Decreto Ministeriale 363 del 1998, che definisce lo studente equiparato al lavoratore. Quando uno studente che non è equiparato a un lavoratore, ovvero lo studente che frequenta esclusivamente i nostri spazi, come alcune aule o le biblioteche, sale di letture di vento, invece, rientra nel computo dei lavoratori dell'Ateneo. quando entra in un laboratorio e fa uso di determinate attrezzature, apparecchi, impianti, agenti fisici, chimici, biologici, attrezzature anche al videoterminale. Quindi, in quel caso, per il periodo in cui lo studente è impiegato in queste attività laboratoriali, rientra a tutti gli effetti nel compito dei lavoratori.
[00:06:07] Speaker A: Allora, quando gli studenti sono considerati lavoratrici e lavoratori, quali sono gli obblighi e le tutele e gli strumenti che questi essi hanno per poter agire nell'ambito della sicurezza dell'Ateneo?
[00:06:20] Speaker B: Ok, grazie Stefano per questa domanda, perché questo è un dubbio che ci viene esposto da molti studenti. Allora, quando uno studente diventa un lavoratore, lui avrà degli obblighi nei confronti dell'amministrazione, ma chi è responsabile di questo studente, ad esempio in laboratorio, come un RADL, che è questa figura che abbiamo solo noi in Ateneo, non è responsabile dell'attività di didattica e di ricerca in laboratorio, deve mettere in atto tutta una serie di misure, di azioni a tutela di questo studente.
Facciamo un esempio. Uno studente inizia a fare attività in un laboratorio a rischio chimico, utilizzando degli agenti chimici pericolosi. A inizio anno questi studenti devono essere identificati dal loro responsabile dell'attività didattica dei ricerchi in laboratorio. I loro nominativi devono essere comunicati all'uffici per mettere in atto tutti quei processi, la sorveglianza sanitaria, la formazione, l'informazione, la consegna dei dp necessari per tutelare la salute e la sicurezza del lavoratore. Cosa deve fare un RADLER, quindi, prima di esporre lo studente a determinati rischi?
Deve assicurarsi che lui abbia fatto la formazione generale, la formazione specifica. Se è esposto a rischi per la salute, deve assicurarsi che abbia fatto la sorveglianza sanitaria.
Se ha fatto la sorveglianza sanitaria, deve mettere in atto quelle indicazioni, quelle prescrizioni che eventualmente il medico competente ha inserito nel giudizio di unità del lavoratore. Deve consegnare l'IDP, eventualmente deve fare addestramento per l'utilizzo di specifici dpi.
[00:07:52] Speaker A: Scusa, che cosa sono i dpi?
[00:07:54] Speaker B: Giusto, i dpi sono i dispositivi di protezione individuale che devono utilizzare i lavoratori in determinati ambienti, dalla calzatura di sicurezza all'elmetto del casco di protezione, il guanto nei laboratori, alle volte anche il camice per la protezione da certi agenti chimici, occhiali e maschere per la protezione del viso, degli occhi, Ok, ma allora io
[00:08:20] Speaker A: ho capito che ci sono un sacco di cose da conoscere per muoversi in sicurezza all'interno del nostro ateneo, ma praticamente uno studente che cosa deve fare per poter appunto approcciarsi all'interno dei nostri laboratori, dei nostri aule universitarie con sicurezza? Viene fornito di una formazione?
[00:08:40] Speaker B: Esatto. Allora, gli studenti, tutti, indipendentemente che siano equiparati al lavoratorio oppure no, seguono il corso di formazione generale di quattro ore che è disponibile sulla web e, tra l'altro, questo corso costituisce credito formativo permanente e può essere speso dal lavoratore anche fuori un IG. Se lo studente diventa anche un lavoratore, viene equiparato a un lavoratore perché svolge attività, ad esempio di laboratorio, Alla formazione generale di quattro ore deve eseguire anche una formazione specifica, la cui durata e i cui contenuti dipendono dalla valutazione dei rischi.
[00:09:14] Speaker A: Abbiamo capito che ci sono diverse regole da conoscere per muoversi in sicurezza, ma quali sono i soggetti che operano principalmente per tutelare la sicurezza in Ateneo?
[00:09:26] Speaker B: Allora, partendo dal vertice, abbiamo un unico datore di lavoro, che è il magnifico rettore, il professor Federico Delfino, che ha delegato alcuni obblighi in merito alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ad alcuni dirigenti. Dirigenti di struttura che si occupano delle attività specifiche svolte all'interno delle loro strutture, i direttori di ripartimento, ad esempio, i dirigenti dell'area della Direzione Generale, e i dirigenti che si occupano invece della manutenzione delle strutture, degli impianti o della prevenzione incendie che sono i delegati dei poli territoriali di cui parlavamo prima.
I 5 poli di Genova, il campus di Savone, il GbH.
[00:10:05] Speaker A: Prima parlavi anche di RADL, vero?
[00:10:07] Speaker B: Esatto.
[00:10:08] Speaker A: Cosa sono i RADL?
[00:10:10] Speaker B: Sempre a livello dei dirigenti, oltre ai direttori di Dipartimento o ai delegati di Polo, sono equiparati ai dirigenti in Ateneo i responsabili dell'attività didattica e di ricerca in laboratorio.
Sono quei docenti che vengono individuati in sede di Consiglio di Dipartimento, che hanno anche in questo caso degli obblighi ben precisi, normati dal decreto ministeriale numero 363 del 1998, che è un decreto emanate la specificità dell'università.
[00:10:40] Speaker A: Quindi, riassumendo in termini normativi, le due grosse norme che noi dobbiamo guardare sono l'Art. 363 del 1998 e il Decreto 81 che norma la legislazione salvaguardi del diritto del lavoro, giusto?
[00:10:59] Speaker B: Correttissimo, queste sono le norme cardine a cui facciamo sempre riferimento. C'è poi una norma specifica ulteriore, che è norma soltanto all'esposizione ai rischi di reagizioni ionizzanti, che viaggia da sola, che è il decreto legislativo 101-2020, che interessa una piccola parte di lavoratori dell'Ateneo.
[00:11:17] Speaker A: Abbiamo parlato di dirigenti e responsabili, però c'è il tuo ufficio che si occupa di sovraintendere un po' tutta l'attività, poi c'è un responsabile generale della prevenzione, della protezione, che è anche una persona esterna, corretto?
[00:11:36] Speaker B: Corretto. Allora, eravamo rimasti, diciamo, ad esaminare questa piramide e avevamo parlato del datore di lavoro al vertice, dei dirigenti delegati, dei RADL. Non possiamo scordarci dei preposti che sono ad un altro livello e che svolgono, sotto i dirigenti, ma svolgono importantissimi compiti di vigilanza sull'operato dei lavoratori. Addirittura i preposti, in caso di grave carenze, possono sospendere l'attività e segnalarla al proprio responsabile.
[00:12:05] Speaker A: Ecco a questo proposito mi giunge a pennello questa cosa perché ti è mai capitato un caso in cui una segnalazione fatta da magari un preposto ha davvero migliorato una situazione di rischio nell'Ateneo?
[00:12:18] Speaker B: Anche qua ti ringrazio Stefano per la domanda preziosissima, perché la sicurezza è un sistema complesso in cui ogni parte deve svolgere un ruolo proattivo per garantire un adeguato livello di sicurezza. Fondamentale è il ruolo dei preposti, è fondamentale anche il ruolo dei lavoratori quando segnalano le condizioni di pericolo. Questo è un obbligo dei lavoratori da norma, quello di segnalare le condizioni di pericolo.
rischi per ridurre il rischio, segnalare queste condizioni di pericolo. Lo deve fare ogni lavoratore. Poi vi faccio qualche caso, ad esempio anche recente, a seguito di eventi atmosferici eccezionali, ad esempio ci sono state segnalate alcune condizioni di pericolo che devono essere messe in atto immediatamente, ad esempio una branca di un albero che a seguito di una tempesta di vento rimane parzialmente pericolante.
oppure anche un'imposta di una finestra che rimane pericolante dopo un forte vento, un pannello di un controsoffitto disconnesso e in fase di distacco. Tutte queste condizioni di pericolo devono essere segnalate tempestivamente dagli studenti, anche quando non sono equiparati i laboratori, dagli occupanti degli edifici, dai lavoratori e dai preposti.
[00:13:36] Speaker A: Quindi chiunque noti una situazione di potenziale pericolo ha l'obbligo civile di segnalare questa situazione di pericolo a un addetto che sta in quel edificio e che lui può concretamente verificare attraverso degli elenchi che magari sono disponibili nell'albo dell'Ateneo o attraverso il sito web per capire chi sono effettivamente i preposti, gli addetti e quant'altro. Questa documentazione qua è rintracciabile.
[00:14:10] Speaker B: C'è il nostro link prevenzione e protezione nella sezione intran della pagina di Ateneo.
[00:14:16] Speaker A: Ma scusa, se uno vedesse una persiana che è pericolante, ovviamente magari si rivolgerà al direttore di quel dipartimento?
[00:14:27] Speaker B: È fondamentale darne tempestiva comunicazione quando uno nota una condizione di pericolo. A chi lo deve dare? Dipende da dove si trova lo studente. Se lo studente è nei locali comuni dell'Ateneo può rivolgersi ad esempio alla portineria dell'edificio che è presidiata da da personale che è incaricato, che è addestrato anche per la gestione delle emergenze, che poi si rivolgerà ai vari uffici per mettere in sicurezza la zona, perché ci sono delle condizioni di pericolo grave, di incombiente, che vanno risolte con immediatezza. Quindi la segnalazione deve essere tempestiva, non bisogna indugiare in queste situazioni.
L'attività, ad esempio, può essere sospesa, il locale interdetto.
[00:15:15] Speaker A: o al docente, al tecnico, al produttiere, insomma a qualcuno del personale che intervierrà poi nelle cose dovute.
[00:15:24] Speaker B: Esatto, se lo studente in aula ad esempio può segnalare al docente responsabile in aula, se lo studente è in laboratorio lo segnala al RADL, di cui abbiamo parlato prima, se lo studente è negli spazi comuni dell'Ateneo o in un corridoio oppure non c'è subito un docente contattabile ed intracciabile può segnalarla al personale di portineria.
[00:15:44] Speaker A: Facciamo un passo indietro. Parlavamo prima dei macrosoggetti che operano per la sicurezza. Abbiamo parlato ovviamente dell'attore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti, dei RADL. Poi ovviamente il tuo ufficio che è quello che sovraintende un po' tutta l'attività che riguarda la prevenzione e la protezione. Poi naturalmente c'è questa figura del responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, che nel nostro caso il dottor Lisciotto, che è un collega esterno all'Ateneo, che è incaricato da parte del datore di lavoro, giusto?
[00:16:20] Speaker B: Esatto. La nomina dell'RSPP è un obbligo non delegabile del datore di lavoro. Quindi in Unigio abbiamo un datore di lavoro e un RSPP, che è il dottor Marco Lisciotto, che è un esterno fino alla fine del 2028 a questo incarico. Poi ci sono altre figure, Stefano, che entrano a far parte delle organizzazioni della sicurezza e che svolgono ruoli molto importanti. Prima abbiamo parlato del personale di Portineria, che è incaricato alla gestione dell'emergenza e formato e addestrato, ma non sono gli unici incaricati alla gestione dell'emergenza in Ateneo, ovviamente. ci sono incaricati addetti a antincendio o per svolgere le misure di primo soccorso, attuare le misure di primo soccorso e rianimazione cardiopormonare, quindi anche l'utilizzo dei defibrillatori interni strutturati all'Ateneo, sia personale tecnico-amministrativo sia personale docente. Questi vengono individuati dai loro direttori, formati e svolgono i loro compiti, per lo più in caso di emergenza. Quindi le squadre d'emergenza svolgono dei compiti molto importanti. In questo momento in Ateneo, nella maggior parte degli edifici dell'Ateneo, le squadre interne sono affiancate da delle squadre esterne. Guardiafuochi, li avrete visti eseguire le loro ronde in divisa negli edifici.
[00:17:36] Speaker A: Sono delle specie di pompieri privati, diciamo così.
[00:17:41] Speaker B: Esatto. Svolgono dei compiti sia in fase di prevenzione, perché svolgono delle ronde ispettive, ma devono anche intervenire in caso di emergenza.
Quello che ricordiamo sempre noi è che questi addetti della squadra guardia fuochi sono formati per intervenire sia in caso di incendio ma in caso di altre emergenze, anche ad esempio in caso di emergenza sanitaria. Quindi sapete che in caso di emergenza sanitaria bisogna contattare immediatamente il numero unico dell'emergenza, il 112, ma insieme al 112, dopo il 112, ricordiamo sempre a tutti di contattare anche il numero di telefono, il cellulare della squadra guarda fuochi che presidia l'edificio che ha riportato le norme di comportamento in tutti i nostri spazi a fianco alle planimetrie di voi.
[00:18:26] Speaker A: Allora, abbiamo fatto l'elenco di tutti gli agenti che operano nel riguardo della sicurezza dell'Ateneo. C'è un altro ufficio molto importante che sovraintende la medicina preventiva. Il medico del lavoro ha un compito fondamentale nel nostro Ateneo, è corretto?
[00:18:48] Speaker B: Corretto. Insieme all'RSPP il dattore di lavora ha nominato i medici competenti. In Ateneo abbiamo un medico competente coordinatore, che è il professor Paolo Durando, che coordina altri due medici competenti e un medico autorizzato sempre per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a rischio di radiazioni ionizzanti. e loro svolgono un importantissimo compito sia in merito alla valutazione del rischio, forniscono supporto anche a questo, soprattutto per i rischi ovviamente collegati con sia la salute dei lavoratori sia la sorveglianza sanitaria, perché i lavoratori vengono convocati periodicamente sia alle visite mediche preventive, quindi in occasione di un nuovo ingresso o cambio mansione, sia in fase di visita medica periodica, quindi sulla base di uno scadenziario che viene dato ai medici competenti, e però è bene sempre ricordare che ogni lavoratore, anche chi non è esposto a rischi per la salute e tali per cui debba effettuare serviglianza sanitaria, può sempre fare una visita medica su richiesta al medico competente. attraverso il nostro ufficio che si occupa anche di dare supporto amministrativo ai medici competenti, quindi all'Ambulatorio di Sorveglianza Sanitaria.
[00:20:03] Speaker A: Quindi se qualcuno, diciamo qualcuna, anche studente o studentessa, riscontrasse delle patologie che possono essere indotte dalla frequentazione dell'ambiente universitario, è corretto che si possa rivolgere al medico del lavoro?
[00:20:19] Speaker B: Assolutamente. Ha questa possibilità ed è bene che la sfrutti. Scrivendo un'e-mail, chiedendo una visita medica su richiesta.
Poi il medico competente, a seconda delle attività svolte dai laboratori in Ateneo, Pensiamo che abbiamo una dozzina di gruppi omogenei di lavoratori per i quali è stato redatto un apposito protocollo di sorveglianza sanitaria. Quindi, a seconda delle mansioni svolte, decide la periodicità e la tipologia degli accertamenti sanitari e delle visite mediche da erogare.
[00:20:48] Speaker A: Ricordiamo anche che l'ufficio diciamo preposto, per esempio durante tutta l'epoca Covid, aveva predisposto in autonomia tutta una serie di funzioni, tra le quali anche la vaccinazione del personale universitario. Quindi fa un'opera assolutamente meritoria e approfondita. Non si limita alla sorveglianza, ma agisce in maniera più coerente, diciamo, rispetto alla propria funzione.
Ma tornando al singolo studente, secondo te qual è l'errore più frequente che si fa quando si parla di sicurezza in Ateneo? Perché su questo forse circolano anche molte leggende metropolitane.
Per cui tutti quanti abbiamo la possibilità, studenti, lavoratori, docenti, di rivolgersi o al medico competente o agli addetti o ai preposti nel caso vediamo che ci sia qualcosa che non vada.
Qual è nella tua attività ormai pluriennale l'errore più frequente che hai valutato tu quando si parla di sicurezza nell'Ateneo?
[00:22:03] Speaker B: Allora, l'errore in generale che si fa quando si parla di sicurezza, non solo nel nostro Ateneo, è quello di non considerare che la sicurezza sia un sistema complesso in divenire.
Da questa breve chiacchierata con te, Stefano, abbiamo capito che Tutta la comunità accademica, indipendentemente dal ruolo che è svolto dal singolo, deve partecipare in maniera proattiva alla sicurezza dell'Ateneo, come attraverso le segnalazioni. Abbiamo parlato prima delle segnalazioni di condizioni di pericolo, di near miss, quando purtroppo accadono anche di analisi di infortuni. Però è bene ricordare che chiunque frequenti i nostri luoghi di lavoro deve avere una continua attenzione nei comportamenti che attua perché questi possono compromettere la sicurezza propria e della sicurezza altrui.
[00:23:01] Speaker A: Quindi c'è anche una responsabilità individuale, diciamo così, rispetto alla sicurezza. Non essere semplicemente colpa degli altri ma è anche diciamo buone abitudini che il singolo studente e il singolo lavoratore deve poter gestire, altrimenti possono andare incontro a delle problematiche, diciamo così.
[00:23:21] Speaker B: Esatto, non è solo il tema della sanzione quello che deve supportare questo aspetto così importante, ma anche pensare al fatto che alle volte dei comportamenti ritenuti così frequenti, come ad esempio fumare nelle zone dove c'è divieto di fumo, piuttosto che attaccare un adesivo su un pitogramma della sicurezza, può causare a catena, diciamo, compromettere la sicurezza anche delle altre persone che frequentano i locali. Quindi bisogna sempre richiamare all'attenzione il singolo nei comportamenti che mette in atto nei luoghi di lavoro.
[00:24:02] Speaker A: Quindi allora diciamo che parlare di sicurezza non significa solamente l'episodio sporadico, ma la sicurezza in Ateneo è frutto di un lavoro costante e continuo, in primis da parte del tuo ufficio, ricordiamo, Servizio Prevenzione e Protezione, ma di tutti gli agenti che tutti i giorni, costantemente, lavorano per migliorare la sicurezza in Ateneo.
banalmente controllare che le uscite di sicurezza siano adeguate, che gli estintori siano tutti certificati. Ecco, tutte queste misure qua fanno sì che la sicurezza sia gestita nella maniera ottimale. Ecco, per esempio, c'è un'abitudine semplice che tutti noi potremmo adottare ogni giorno per stare più sicuri all'interno dell'Ateneo.
[00:24:46] Speaker B: Chiunque venga nei nostri, frequenti gli spazi dell'Ateneo a vario titolo, sicuramente può adottare due buone abitudini semplici. Innanzitutto, quando si trova sugli spazi, osservare. Osservare lo spazio dove si trova la cartellonistica, la cartellonistica di salvataggio ad esempio, quella a sfondo verde con i pitogrammi bianchi che indica i percorsi di esodo da seguire fino ai punti di raccolto in caso di emergenza, in caso di ordine di evacuazione. rendersi conto di dove si trovano rispetto alla propria postazione e le uscite di sicurezza, dare un'occhiata ogni tanto alle planimetrie dei volsite qui e alle norme di comportamento affisse nei corridoi e i numeri utili da contattare in caso di emergenza. Prima parlavano del 112, dei guardi a fuochi. In caso di emergenza, purtroppo, quello che si rileva è che presi dal panico, ci si dimentichi di queste semplici regole, norme di comportamento da adottare e in questi casi purtroppo invece è importantissimo eseguire queste procedure tempestivamente.
Un'altra buona abitudine semplice che potrebbe essere emessa in campo da tutti è quella, con calma, anche dare un'occhiata alla nostra pagina informativa, quella in area Intranet, nella sezione per tutti del Servizio Prevenzione e Protezione, dove è disponibile, è pubblicata, molto informativa, sia in tema di gestione delle emergenze, allerte meteo, norme di comportamento, Ok,
[00:26:19] Speaker A: ma tornando a prima, parliamo sempre di emergenze, di sicurezza, ma concretamente tu in questi anni hai notato, hai registrato, per esempio, un numero di incidenti, di emergenze importanti nel nostro Ateneo? E se sì, quali le principali che hai vissuto in prima persona?
[00:26:42] Speaker B: Allora, di infortuni seri in laboratorio fortunatamente il numero è molto basso e accade raramente, quindi vuol dire che c'è molta attenzione in Ateneo nella gestione, nella valutazione dei rischi, nelle procedure, nella vigilanza e quindi questa è la prima cosa da dire. abbiamo un numero, non elevato, ma è il numero maggiore che abbiamo di infortuni, quelli da scivolamento in ciampo e cadute in piano o da scale in scale. Le cose più banali che però non dobbiamo sottovalutare perché alle volte hanno una prognosi molto lunga.
Banalmente una persona che scivola dalle scale può provocarsi delle fratture e stare a casa per mesi e questo è un danno per il collega e anche un danno per l'amministrazione.
E quindi anche gli infortuni seguono un'analisi nel nostro ufficio che prevede appunto l'analisi delle cause, dei motivi dell'infortunio, eventuali carenze, una striscia di scivolo che non era posizionata correttamente, una posizione di un corrimano da rivedere.
Tutta questa analisi è fondamentale nel caso degli infortuni perché ovviamente questi non accadono. Ma è ancora più importante, come dicevamo prima Stefano, l'analisi dei near miss, dei quasi infortuni e delle condizioni di pericolo, perché statisticamente sappiamo che e per un infortunio grave abbiamo centinaia di infortuni lievi, migliaia di near miss e di condizioni di pericolo. Quindi intervenire sulle condizioni di pericolo, intervenire sul near miss, mitigando il rischio, riducendo le falle e i buchi, diciamo, in queste misure di sicurezza, di prevenzione, significa ridurre il numero degli infortuni.
[00:28:35] Speaker A: Quindi bisogna assolutamente monitorare questi incidenti o presunti tali in maniera da poter intervenire. Però l'altro aspetto che ti chiedo è un po' quello invece regato alle emergenze, soprattutto climatiche, che purtroppo nella nostra città viviamo spesso, per esempio, periodi di alluvioni o situazioni di disagio a livello meteorologico. Tra l'altro so che tu sei stata anche mi pare, del protocollo che Unige ha preparato proprio per venire incontro alle situazioni di emergenza. Sappiamo, alerta rossa, gialle e quant'altro.
Ecco, brevemente, quali sono, diciamo, le principali misure che l'Ateneo mette in campo quando ci sono questo tipo di emergenze climatiche?
[00:29:28] Speaker B: Grazie anche per questa domanda, Stefano, perché purtroppo il nostro territorio, il Comune di Girona, è martoriato da questi eventi, quindi essendo soggetti al rischio idrogeologico, questo è un tema particolarmente caro al nostro servizio.
L'Ateneo ha infatti provveduto a redigere delle procedure che vanno ad integrare quelle che sono già le procedure già previste dal Piano di Protezione Civile Comunale, il quale noi rimandiamo sempre. Oltre a queste, l'Ateneo ha deciso di adottare delle misure tutelanti in più per i propri lavoratori, ma non solo, anche per gli studenti che ha vario titolo o vari visitatori che frequentano i nostri spazi d'arteneo. Ovviamente l'allerta che è più preoccupante per il rischio idrogeologico.
[00:30:11] Speaker A: Alluvioni.
[00:30:13] Speaker B: Questi eventi estremi che vengono suddivisi tra allerta per tempolari e per piogge diffuse. Quindi per ogni tipologia di allerta e intensità dell'allerta, perché come ricordavi bene tu, oltre ad avere piogge diffuse e temporali di tipologia diversa, abbiamo dei colori diversi dell'allerta, giallo, arancione e rosso. che non sono solo indicatori della potenza di questi eventi estremi, ma dell'area in cui coinvolge questo evento. Quindi, ad esempio, bisogna sempre ricordare che un'allerta per temporali gialla non ha la stessa intensità e lo stesso effetto al suolo di una pioggia diffusa gialla. Il colore giallo è soltanto relativo all'aria su cui esiste il fenomeno, però un'allerta pretemporale gialla va trattata con molta attenzione rispetto a una pioggia diffusa gialla.
[00:31:12] Speaker A: Quindi esistono un protocollo universitario, magari redatto anche con il vostro contributo, che prevede per esempio in alcuni casi la chiusura di alcuni dipartimenti, di aule o addirittura di interi edifici per mitigare gli effetti negativi che questa potenziale emergenza meteorologica potrebbe causare.
Ecco, invece, andiamo verso le conclusioni, parlando di un altro tipo di emergenza che purtroppo, ahimè, nell'ambito soprattutto studentesco, ma non solo, è sempre più evidente e sta emergendo sempre di più. Esistono dei servizi, diciamo, legati al vostro ufficio, comunque alla prevenzione in generale medica, che tutelano la salute e il benessere psicologico in Ateneo? Soprattutto per quanto riguarda, ripeto, le studentesse e gli studenti. Esistono degli sportelli deledicati? Esistono delle psicologhe e delle psicologi che lavorano in Ateneo su questo tema?
[00:32:26] Speaker B: Allora, intanto ricordiamo che un lavoratore può fare visita su richiesta al medico competente anche per conseguenze di salute mentale e fisica dovute a questi rischi psicosociali nei luoghi di lavoro di cui ultimamente tanto si parla, dovute ad esempio a carenze organizzative, contesto di lavoro, cariche eccessive di lavoro, mancata chiarezza nei compiti. Per valutare questi dischi psicosociali in Ateneo è stato costituito, intanto volevo dire due parole su questo, un gruppo di gestione per la valutazione dello stress-lavoro correlato che attualmente ha come coordinatrice la professoressa Anna Maria Donini.
e a cui partecipano anche i rappresentanti del CPO, del CUG, degli RLV o IRLS, che ha lavorato su pie fase, una fase propedeutica di valutazione dei gruppi omogenei, perché in questo caso la valutazione non si fa sul singolo lavoratore, sul singolo soggetto, ma si fa una valutazione del rischio stress lavoro correlato sul gruppo omogeneo.
C'è stata una valutazione preliminare, analizzando dei dati oggettivi, gli eventi sentinella, i fattori di contenuto, di contesto, a cui è seguita una valutazione approfondita tramite la tecnica dei focus group.
Quindi, come si fa per ogni rischio, abbiamo detto prima, a seguito della valutazione sono state indicate delle misure di controllo, di mitigazione del rischio e siamo in fase di monitoraggio di queste misure, di verifica dell'efficacia di questa misura. quando parlavamo prima della sicurezza che è sempre in divenire.
Siamo in una fase sempre di verifica delle misure.
[00:34:04] Speaker A: Ma invece per una studentessa o uno studente che si dovesse trovare a disagio purtroppo nelle nostre attività di Di frequentazione dell'Ateneo spesso ci troviamo a testimoniare questo disagio che può essere magari semplicemente a carattere momentaneo, ma a volte è di difficile intervento per chi non è un tecnico adeguato e preparato in questo campo. Esistono degli sportelli in Ateneo.
[00:34:36] Speaker B: Sì, esistono due sportelli che l'amministrazione ha attivato. Uno è lo sportello di servizio di consulenza insieme, di consulenza psicologica rivolta agli studenti, ai dottorandi e agli specializzandi, che è uno sportello gratuito a cui tutti gli studenti possono fare riferimento, diretto da delle psicologhe e psicoterapeute incaricate allo scopo, che fanno degli incontri o singoli o di gruppo.
E poi c'è un progetto che si chiama intervento psicologico finalizzato al benessere organizzativo, che è dedicato invece al personale.
E anche in questo caso sono previste sia dei colloqui singoli che di gruppo con i propri responsabili. Non si tratta di servizi che svolgono attività in urgenza ed emergenza, ovviamente, per i quali i lavoratori e gli studenti hanno altri canali sul territorio, numero unico di emergenze da contattare, ma svolgono comunque un importante servizio di supporto, di consulenza psicologica.
[00:35:46] Speaker A: Ma direi che le cose principali ce le siamo dette. Intanto ringrazio Silvia per il suo grande contributo. Grazie per averci seguito in questa prima puntata del nostro podcast Sicuro in Ateneo. Proseguirà in un percorso di qualche puntata. Ricordate che la sicurezza non è solo una norma ma un modo di vivere l'università. Nelle prossime puntate parleremo più nello specifico degli ambienti universitari, dei laboratori, delle aule, delle biblioteche, degli uffici, della sicurezza quotidiana, delle emergenze e di come comportarsi. Proseguiremo tentando appunto di approfondire il discorso che riguarda il benessere e la sicurezza psicologica in università ed i studenti laboratori.
Ti chiedo l'ultima cosa ringraziandoti dove noi possiamo trovare sul sito di Ateneo tutto questo materiale che sicuramente è utile per conoscere meglio che cosa fa l'Ateneo nei confronti della sicurezza del mondo del lavoro.
[00:36:50] Speaker B: Allora, intanto devo ringraziare ancora voi perché fare informazioni in tema di salute e sicurezza non è mai sufficiente.
Tutto il materiale che abbiamo toccato, del quale abbiamo fatto riferimento in questa Breve chiacchierata è disponibile nella pagina intranet di Ateneo, nella sezione per tutti prevenzione e protezione. Ovviamente il servizio prevenzione e protezione rimane disponibile per eventuali richieste di chiarimenti o delucidazioni o approfondimenti.
[00:37:28] Speaker A: Ok, quindi può scrivere magari una mail al vostro servizio se ha dei dubbi o delle domande. Ci sono anche altri soggetti, ricordavi prima, forse non abbiamo parlato, gli IRLS sono i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ai quali si può rivolgere qualunque quesito. che concerne questo ambito. Quindi sul sito della sicurezza in Ateneo, facilmente raggiungibile, noi possiamo trovare i piani di emergenza, i contatti, le procedure, le sezioni dedicate agli studenti, i laboratori e l'attività laborativa. Naturalmente ricordiamo che la normativa in questione è nazionale, ovviamente, ed è la famosa 363 del 1998, il decreto 81. ma esiste anche ovviamente una normativa interna che riguarda la sicurezza, anche questa recuperabile nel nostro sito di Ateneo.
Io non posso altro fare sì che ringraziare Silvia Pellacini che è capo del servizio prevenzione e protezione dell'Ateneo e con questo vi ringrazio e alla prossima puntata. Grazie.
[00:38:32] Speaker B: Grazie.